Foto Club Espera

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Le nostre attività > La fotografia tradizionale

     Quando vogliamo scattare una fotografia, possiamo decidere di scegliere il tempo da utilizzare, quindi ruotare la ghiera dei diaframmi finché l'ago collimatore (o i led) nel mirino non ci indicano la corretta esposizione. Operando in tal modo decidiamo il grado di nitidezza con cui saranno rappresentati i soggetti della nostra foto. Proviamo a prendere in considerazione alcune possibili variabili:
      Fotografando un paesaggio urbano, se vogliamo che tutto appaia fermo, congelato nell'immagine, dobbiamo impostare un tempo di scatto rapido, non inferiore al 1/250 di secondo. In questo modo saremo sicuri che passanti, automobili e quant'altro possa essere in movimento resti sufficientemente nitido. Se stiamo fotografando un paesaggio in cui nulla si muove, possiamo usare polso fermo e la "legge del reciproco": impostiamo un tempo che non sia mai inferiore alla lunghezza focale che utilizziamo: col 50 mm 1/50; col 300 1/300 e così via. In linea di massima si può affermare che col 1/2000 si riescono a congelare anche le gare automobilistiche, mentre per fermare un pedone basta 1/60
       Al contrario, se vogliamo che l'immagine dia il senso del movimento, possiamo operare in modi diversi: il più elementare è quello di usare un tempo inferiore a quello consigliato dal buon senso. Prendendo per esempio un ciclista, se con 1/500 riusciremo a congelare ogni suo movimento, con 1/250 riusciremo ad avere un'immagine ancora nitida, in cui si percepisce il mosso sui raggi delle ruote, con 1/125 l'immagine sarà meno nitida ma anche le gambe del ciclista saranno mosse e via via con tempi più lenti, fino a non poter percepire più l'immagine. Un altro modo per rappresentare il movimento, senz'altro più efficace del primo è il "panning": soggetto fermo con sfondo mosso. Ritornando al nostro amico ciclista, usando 1/125 di secondo, dovremo inseguirlo con la fotocamera e scattare quando passa quasi davanti a noi, continuando a muovere la macchina ad inseguirlo.
        Otterremo il ciclista fermo, i raggi mossi e lo sfondo mosso. Con tempi ancora più lenti l'effetto sarà accentuato ulteriormente.
     In alternativa, possiamo decidere di scegliere il diaframma a priori, quindi far collimare l'esposimetro ruotando la ghiera dei tempi. Questa seconda opzione è importante quando col sapiente uso dell'apertura, vorremo decidere se effettuare una messa a fuoco selettiva su un soggetto, tenendo il diaframma tutto aperto, oppure se preferiamo avere tutto nitido, usando un'apertura intermedia.
          Fermo restando che la nostra foto dovrà essere leggibile, la palla passa all'operatore ed alle sue scelte espressive. Noi abbiamo indicato come fare per ottenere tutto fermo o tutto mosso, tutto a fuoco o una messa a fuoco selettiva, il fotografo dovrà decidere se fotografando una cascata è meglio cristallizzare gli spruzzi o conferire loro un senso di movimento, se in un paesaggio urbano un passante deve essere immobilizzato od apparire "mosso". In pratica: fin qui la tecnica, adesso cominciano per voi i problemi espressivi.

A diaframma tutto aperto, profondità di campo minima
 
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