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Gli esposimetri

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Per ottenere la corretta esposizione delle nostre pellicole dobbiamo disporre di un piccolo strumento, ormai incorporato in quasi tutte le fotocamere, che permette di misurare l'intensità di luce ambiente: l'esposimetro. La corretta esposizione può anche essere valutata a stima, ma bisogna sempre considerare che l'occhio ha grandi capacità d'adattamento all'intensità della luce.
L'esposimetro è una fotocellula che produce energia se esposta alla luce (cellula al selenio) o che varia la propria impedenza secondo la quantità di luce che la colpisce (cellule al C.d.S., al Gallio, solfuro di cadmio). L'energia elettrica così prodotta è utilizzata per informare il fotografo sull'intensità di luce ambiente.
Gli esposimetri incorporati sulle nostre fotocamere misurano tutti la luce riflessa dal soggetto. L'esposimetro è forse la parte della fotocamera che ha tratto maggior vantaggio dall'uso dell'elettronica; attualmente esistono almeno tre tipi d'esposimetro incorporato:
Esposimetro a misurazione "spot" Legge la luminosità di una piccola parte del fotogramma, offrendo al fotografo l'opportunità di misurare accuratamente la luce riflessa dal soggetto prescelto. E' un metodo molto accurato che però può indurre in errore i neofiti



Esposimetro a misurazione "media con prevalenza centrale" è stato il sistema più diffuso, dalla Asahi Pentax Spotmatic in avanti: la misurazione è effettuata leggendo la luminosità del vetrino di messa a fuoco, dando però una preferenza alla zona centrale del fotogramma. In assoluto è un sistema sicuro, soprattutto usando l'obiettivo normale od un teleobiettivo. Offre risposte incerte con i grandangolari spinti, perché può essere influenzato da sorgenti luminose ai margini del fotogramma o da un'ampia zona di cielo.
Esposimetro a misurazione multizona E' il sistema offerto dalle fotocamere reflex di recente concezione: la scena è suddivisa in diverse parti (da un minimo di sei ad un massimo di millecinque) su ognuna delle quali è effettuato un rilevamento. Il microcomputer di cui è dotata la fotocamera paragona il rilevamento con una serie di "scene tipo" che ha  in memoria e regola il tempo ed il diaframma di conseguenza. Pur sembrando a prova d'errore, è il sistema più sicuro per ottenere fotogrammi esposti correttamente ma spesso privi d'anima, "piatti".

L'esposimetro incorporato è senza dubbio uno strumento di grande utilità, ma spesso, per ottenere una misurazione più rispondente alle proprie esigenze, il fotografo può far uso di un esposimetro esterno. Gli esposimetri separati possono essere a luce incidente oppure a luce riflessa.
Ci si chiederà perché, nel 2007, ancora si usino esposimetri separati dalla macchina fotografica. La spiegazione può essere anche banalissima, per esempio si possono usare esposimetri separati quando la propria fotocamera non ne abbia uno incorporato, perché troppo vecchia o perché non sono più reperibili le pile...
Dal punto di vista squisitamente tecnico, i motivi sono molteplici e tutti mirati ad una misurazione della luce la più accurata possibile.



Gli esposimetri di cui sono dotate le reflex, come precedentemente spiegato, sono tutti esposimetri che misurano l'intensità della luce riflessa dal soggetto, per questo la lettura è falsata dalla riflettanza del soggetto stesso. Per capirci meglio: un masso di lava rifletterà sempre meno luce di un lenzuolo bianco, pur nelle stesse condizioni d'illuminazione.
Ne consegue che in molti casi può essere opportuno eseguire una misurazione più accurata della luminosità del soggetto, per esempio misurando la luce incidente su di esso. Invece di puntare l'esposimetro verso il soggetto, dovremo mettere l'esposimetro (che deve essere predisposto per la lettura della luce incidente) al posto di esso, con la calotta rivolta verso la fotocamera. Con questo sistema l'apparecchio misurerà la luce che effettivamente va a colpire il soggetto, senza essere influenzato dal colore della pelle o degli abiti o quant'altro. Ovviamente non è sempre possibile effettuare una misurazione della luce incidente. In questo caso, i professionisti usano la misurazione della luce incidente per sostituzione o la misurazione con esposimetri spot separati molto precisi (e molto costosi).
Ancora, utilizzando più di un flash, può essere utile l'utilizzo di un esposimetro per la luce flash.

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